IPFI - Etimologia

ID 
5675 
 
Lemma 
Tagétes
   
Descrizione 
[Asteraceae]etimologia oscura. L’usuale collegamento con il mitico Tages o Tagetes, un fanciullo divino che emerse dalle zolle di un campo arato ed insegnò agli etruschi l’arte divinatoria, è tardo e non trova riscontro nelle fonti. Il termine compare per la prima volta nel Liber pandectarum medicinae di Matteo Silvatico (inizio XIV sec.) secondo il quale i greci chiamano tagetas o tanacetum la pianta chiamata in latino tanasia o attanasia. Il primo a utilizzare Tagetes nel senso moderno fu Fuchs in De historia stirpium commentarii insignes (1542): egli non dà indicazioni sull’etimologia, ma sostiene si tratti della forma corretta, poi corrotta in tanacetum, come attesta Apuleio (ovvero De Viribus herbarum dello Pseudo Apuleio, un erbario della fine del XV sec.), dove però compare una forma ancora diversa, traganthes, come già fa notare Jean Bauhin, che a sua volta usa Tagetes per varie specie americane. Eretto a genere da Tournefort, fu poi ufficializzato da Linneo in Genera plantarum e Species plantarum. Il collegamento con Tages o Tagetes, probabilmente dovuto all’omonimia, nasce probabilmente a fine Settecento, come attesta il fatto che non è presente nelle varie edizioni di The Gardeners Dictionary di Philip Miller, mentre compare nell’edizione postuma curata da Martyn (1807). L’etimologia più probabile lo collega al berbero tāḡandast Anacyclus pyrethrum, attraverso il latino medievale tagentes, tagantes, traganthes, per confusione con altre piante febbrifughe come Tanacetum partenium

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